Una amicizia di lunga data

In questa lettera del 1963 La Pira ricorda l'amicizia che lo lega da molto tempo al Papa (Beatissimo Padre, ecco i pensieri di stamattina: sono sempre gli stessi. Ricorda quando La Pira veniva a visitare – quasi ogni mattina – Mons. Montini? Ascoltava la S. Messa e poi faceva colazione con lei? E si parlava: di che cosa? Della celeste Gerusalemme. Ecco, siamo sempre in quell’orbita: solo che quella meditazione è scesa nella realtà storica, temporale: è diventata chiave di interpretazione della storia presente della Chiesa e del mondo: è diventata speranza e forza di unità e di pace per i popoli: spes contra spem!).

Proprio in questo spirito di amicizia La Pira mette in certo modo a disposizione di Paolo VI il “capitale” di relazioni che è riuscito ad intessere con la sua inedita interpretazione del ruolo di Sindaco (Beatissimo Padre, Firenze è oggi un “capitale” a servizio della Chiesa: una forza cristiana attrattiva (sul terzo mondo e sui paesi socialisti”) a servizio della Chiesa: ecco, io La offro a Lei: la prenda; la benedica; è un vero punto di forza e di grazia per i popoli( …) Lo prenda, è Suo: forse questo tessuto di grazia, di speranza, di bellezza, di preghiera, di pace, è destinato a coprire di altra gioia e di altra pace i popoli di tanta parte del mondo!).


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