Su tre pilastri....

Ci sono tre pilastri su cui poggia la teologia della regalità di Cristo. Il primo è quello dell'Incarnazione. Con essa, Cristo diventa centro dell'universo. Il corpo di Cristo (tratto dal corpo di Maria) è al vertice della creazione visibile, è apparentato con essa: apparentato col cosmo, con l'uomo, con la sua sorte... Attraverso questo apparentamento, tutta la realtà è ancorata in Dio, nel Figliolo incarnato. Quindi, tutti i problemi del mondo cosmico, e specialmente del mondo umano, hanno un riferimento diretto o indiretto a Cristo: i problemi del lavoro (occupazione, sottoccupazione, disoccupazione, aree depresse, salari, ore lavorative ecc.), problemi della casa, della tecnica, della cultura... Tutte le cose umane hanno un grande valore, perché Cristo è entrato nella serie degli esseri creati, visibili, temporali; Cristo vi è entrato ponendosi in rapporto con tutti gli esseri, i quali tendono verso di lui, sono a lui apparentati. Ogni cosa è vostra, ma voi siete di Cristo, dice san Paolo. Ecco allora il problema: il cristianesimo deve lievitare il mondo. 

Secondo pilastro: Cristo autore e dispensatore della grazia. Quindi, la persona umana è assimilata a lui. Quindi, grande, infinito valore della persona umana, in cui si espande la vita di Cristo, che è la vita della Trinità. Tutta l'azione della persona è allora orientata verso Dio, in ogni suo problema: lavoro, famiglia, scuola ecc. 

Terzo pilastro: Cristo capo del corpo mistico. lo sono la vite, voi i tralci. Siamo membra, dice san Paolo, di un unico corpo. Ogni persona è organicamente inserita, per effetto della grazia, in Cristo. Questi è anche il costruttore di questo corpo mistico, che si struttura nell'Eucaristia, nei Sacramenti; in una parola, nella Chiesa, che è la canalizzazione della grazia. Dalla Pentecoste ad oggi, sino alla fine del mondo, esso va sviluppandosi nelle sue dimensioni: larghezza (tutto lo spazio: cioè tutti gli uomini e le nazioni), lunghezza (tutto il tempo e le civiltà, le culture ecc.), profondità (comunione dei santi). Tutti gli uomini gli appartengono, di fatto o in potenza. 

Da queste tre premesse discendono dei corollari sociali che ci interessano: corollari economico-tecnico-finanziari, corollari sociali in senso stretto (sicurezza sociale), corollari economici-familiari, corollari politici (effettiva democrazia interna e internazionale), corollari culturali (elevazione tecnica e spirituale delle persone, edificazione della civiltà), corollari religiosi (la grazia, i valori interiori del cristianesimo, i problemi pastorali e missionari). 

Sono corollari concernenti: il lavoro (occupazione, disoccupazione), la produzione (industriale, agricola), il salario (cioè i bilanci familiari nelle loro voci essenziali: vitto, alloggio, vestito, varie), la protezione sociale (previdenza, inabilità, assistenza sociale, assegni familiari), la famiglia e la dignità sociale, la distribuzione della ricchezza, l'organizzazione politico-architettonica, la scuola tecnica e umanistica, la Chiesa e la sua vita. 

Chiediamoci: questi corollari, entrano nella zona d'influenza di Cristo? La risposta è chiaramente sì: poiché tutto è apparentato a Cristo, poiché lo ha detto lui stesso nel suo ultimo discorso, nella parabola del Samaritano, nel duplice comandamento: fate agli altri ecc. 

Cosa bisogna fare, allora? 1) Prendere consapevolezza delle dimensioni di questi problemi, mediante adeguate constatazioni statistiche a scala mondiale, su occupazione e disoccupazione, sul bilancio familiare, le calorie individuali, il tono medio della vita, la produzione ecc. 

2) Cercare la cura adatta: una diversa strutturazione del sistema economico, in modo da aumentare il livello del tenore di vita, moltiplicando i talenti della parabola. Qual è la cura adatta? In breve, si tratta di una programmazione economica mondiale, in vista delle aree depresse. 

3) Applicarla. Chi? L'organismo politico competente: l'ONU, tutti gli Stati. 

Quel che chiediamo è quindi una strutturazione degli Stati, diversa da quella attuale, che non sia più meccanica, secondo la prassi liberistica (tutto va da sé, basta «lasciar fare»), ma che sia finalizzata, indirizzata, orientata dall'intervento razionale dell' organismo politico. 

Lo Stato e gli Stati devono direttamente intervenire affinché la società sia costruita (nei suoi congegni economici, finanziari, sociali, culturali, religiosi), in modo da assicurare alla persona umana (apparentata col Cristo, in cui si effonde la vita trinitaria del Cristo) le condizioni della sua espansione integrale. 

Questo è, nella sostanza, il regno sociale di Cristo, quale deriva dalle tre premesse iniziali. Dice san Tommaso che la società deve essere ordinata in modo da permettere agli uomini di contemplare la verità.