Primavera della Chiesa e delle nazioni (21/3/58)

 

Il 19 marzo Pio XII aveva rivolto ai giovani dell’A.C. il suo discorso più “lapiriano” in cui aveva detto tra l’altro “Possiamo ricordarvi che dietro di voi è un inverno oscuro, ma davanti a voi è un’estate luminosa? Possiamo invitarvi a vivere con il massimo impegno la primavera che Dio sta donando al mondo, sta donando alla Chiesa”. 
La Pira riprende il discorso in questa lettera, esortando il Papa ad aprire un dialogo e a spingere per il superamento del colonialismo:

Beatissimo Padre, essi -questi popoli «di colore»- aspettano da Voi una benedizione ulteriore: essi pensano che il Vostro amore paterno per loro può operare il «miracolo» che essi aspettano: che le nazioni cristiane di Europa, cioè, facciano loro confidenza e spezzino le ultime barriere di un regime -quello coloniale- che è finito per sempre!

(…)Sì Beatissimo Padre: si è aperta una primavera nella storia delle nazioni: la casa del mondo e della famiglia dei popoli si va arricchendo di nuovi giganteschi valori: popoli innumerevoli, nazioni innumerevoli, sono alla soglia della storia: aspettano di essere doppiamente battezzati: il battesimo di Cristo che è insieme battesimo di grazia e battesimo di civiltà.

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