a Paolo VI - sul futuro del centro sinistra

Beatissimo Padre,
permettete che su questa “crisi” italiana (della D.C.) io Vi scriva queste cose.
Anzitutto: le elezioni del 28 aprile noi, a Firenze, le abbiamo situate nel contesto storico presente e le abbiamo valutate in funzione di esso: questa situazione e questa valutazione risultano da due documenti: 1) il discorso pronunziato da me a Firenze (in apertura della campagna elettorale); 2) l’ultimo discorso pronunziato in Piazza della Signoria presentando Fanfani (il sunto di questo discorso è contenuto nel discorso recente al Consiglio Comunale).
La conclusione di queste valutazioni è questa:
si tratta di scegliere il nuovo grande corso della storia del mondo (della Chiesa e dei popoli)
per questa navigazione tanto impegnativa ci vuole una nave proporzionata ad essa
per questa nave ci vuole un equipaggio (forze politiche) ed una guida (il capitano): l’equipaggio è il centro sinistra (inteso nel significato storico più meditato, più profondo!) e la guida (a nostro avviso, per un complesso di ragioni e di forze politiche interne ed internazionali) è Fanfani.
Questa la tesi fiorentina: le elezioni (la scelta della D.C. e del popolo italiano) hanno, a nostro avviso, approvato questa tesi.
Ebbene: avvenuta la scelta del popolo italiano si sono verificate nella D.C. condizioni analoghe a quella verificatosi nel gennaio 1959: cioè il proposito di eliminare Fanfani.
Errore politico e storico di incalcolabile gravità! Conseguenza di questo errore: il vuoto politico italiano.
Io scrissi, in rapporto a questo errore, le seguenti lettere (allegate): lettere analoghe a quanto scrissi (alle stesse persone) nel 1959!
La situazione politica odierna italiana dimostra – come lo dimostrò nel 1959! – che queste valutazioni fiorentine risultavano da una analisi politica meditata.
Ed ora? Ora la soluzione è una sola: tornare a quel pernio politico intorno al quale gravita la politica italiana e che è tanto determinante per la politica mondiale (Fanfani gode la fiducia politica di grande parte del popolo italiano; gode la fiducia politica di Kennedy e di Krusciov e di Mac Millan; gode la fiducia politica di U Thant (me ne ha parlato a lungo!); gode la fiducia politica di tutti i paesi del terzo mondo: non credo di errare dicendo che godeva l’affetto personale e “politico” di Giovanni XXIII). Il perché di questa fiducia politica da Lui goduta è evidente: è uomo “barbaro” cristiano: ha la immediatezza intellettuale e capace di intuire i grandi orientamenti della storia presente del mondo ed ha la volontà immediata (e prudente) per adeguarsi al corso tanto nuovo e tanto vasto della storia presente del mondo! E’ un edificatore qualificato della pace e della unità del mondo: ut aedificentur muri Jerusalem!
Dicendo queste cose non credo di esagerare: non credo che mi faccia velo l’amicizia: credo, invece, di misurare: di far opera di misuratore di forze politiche storiche (numero, pondere, mensura).
Ed aggiungo anche una componente “misteriosa” – soprannaturale – di questa analisi: la barca di Fanfani è partita da Lourdes l’11 febbraio 1958: forse la Madonna vi ha apposto una sigla: è vano tentare di scaricarlo da quella barca (se questa sigla esiste davvero!): la barca non riprende il largo senza il suo capitano!
Io sono persuaso anche di questo!
Comunque: restiamo alla misura, all’analisi delle forze politiche: Fanfani è la persona intorno alla quale si coordinano e si “pacificano” le più grandi forze politiche italiane (quelle vere, quelle che contano: le forze “popolari”): ed è la persona intorno alla quale si coordinano – in funzione edificatoria della pace del mondo e della unità e della elevazione del mondo – le più valide forze politiche del mondo (ripeto: da Kennedy a Krusciov; da U Thant a Nehru; da Nasser ad Hassan II; da Senghor a Ben Gurion e così via).
La tesi fiorentina sulla crisi italiana è, perciò, mi pare, precisa: la scelta italiana fu per una certa barca e per un certo capitano: quella barca non prenderà mai il largo se quel capitano non ne prenderà il timone!
Le lettere scritte in occasione di questa crisi – lettere che indicano il “vuoto politico” che la tentata eliminazione di Fanfani avrebbe prodotto: vuoto analogo a quello del 1959 – hanno trovato conferma geometrica nei fatti politici italiani di questi mesi.
Beatissimo Padre, perché scrivo queste cose? Perché la barca italiana è strutturalmente coordinata (la vicinanza!) a quella di Pietro! Pio XII lo disse tanto esplicitamente nel discorso ai marchigiani nel 1958 (maggio, mi pare).
Questa barca ha funzione introduttiva: fa da “battistrada”! Non è indifferente che vi sia un timoniere o un altro. Nella situazione storica presente – per un complesso di fatti già verificatosi! – noi pensiamo (proprio in vista della navigazione della barca di Pietro) che la barca italiana sopporti un solo timoniere: Fanfani!
Ci illudiamo? Crediamo di no: ragioniamo sulla base della scelta del popolo italiano (del corpo elettorale) e sulla base di fatti di grande rilievo che interesano la navigazione futura della barca di Pietro e di cui la barca italiana capitanata (negli ultimi due anni) da Fanfani è stata introduttiva!
Comunque, Beatissimo Padre, ho sentito il dovere di esporvi queste cose: a questo ci muove l’unico motivo che anima il nostro pensiero, la nostra volontà, la nostra azione: servire la Chiesa – nella situazione storica presente del mondo – a servire Pietro, il capitano della Chiesa!
Pregate – benedicendo! – il Signore per me.

La Pira

Carmelo 1963 – 16/7/63