Le elezioni del 1976

Alle elezioni politiche del 1976 il Segretario della Democrazia Cristiana Benigno Zaccagnini –impegnato nel tentativo di riformare il partito e di rafforzare la sua componente più progressista- chiese a La Pira di entrare nelle liste in continuità con lo spirito di dialogo fra tutte le componenti che concorsero ad abbattere il fascismo, che -come ogni autoritarismo- sboccò inevitabilmente nella furia devastatrice della guerra.

(…)
Occorre riprendere -aggiungeva Zaccagnini- quel disegno con quello spirito che animò i costituenti e con quella integrità intellettuale e morale che in te non è mai venuta meno. 
La visione solidaristica necessaria e unificante agli antipodi dell'imperversante e mistificante individualismo pseudo-libertario, impone a tutti una ripresa tenace dei valori che furono alla base dell'impegno dei cattolici che militano nella vita pubblica, perché essi restano più che mai validi.


La risposta di La Pira (malgrado lo stato di salute già precario) fu positiva: (…) Una delle conquiste della Costituzione repubblicana –scrisse- fu quella di garantire i diritti essenziali della persona, ma … [anche] la tutela dei diritti sociali, senza i quali la libertà stessa della persona non sarebbe stata sufficientemente garantita (…) perché in uno stato di capitalismo avanzato, affidarsi alle sole leggi della libera concorrenza e del mercato avrebbe significato la creazione di monopoli che di fatto limitano e discriminano la uguaglianza e le libertà
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Rimettiamo mano dunque al grande progetto della «casa comune». 
Contro ogni furbizia e miopia, misuriamoci con i concreti problemi di ogni giorno … operando con piena lealtà e in spirito di servizio per il bene del nostro paese e del mondo intiero.

 
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