Il valore delle città

Questo è un famoso discorso che La Pira tenne a Ginevra alla Assemblea della Croce Rossa Internazionale. In esso afferma con forza che le città e i loro amministratori hanno un compito inderogabile nella costruzione della pace

(…) La mia dolce e armoniosa Firenze creata, in un certo senso, sia per l'uomo come per Dio, per essere come la città sulla montagna, luce e conforto sul cammino degli uomini, non vuole essere distrutta! Questa stessa volontà di vita viene affermata, insieme con Firenze -grazie a una missione tacitamente affidata al sindaco del capoluogo toscano- da tutte le città della terra: città, ripeto, capitali e non capitali; grandi o piccole, storiche o di recente tradizione, artistiche e no: tutte indistintamente. Esse rivendicano unanimemente il loro inviolabile diritto all'esistenza: nessuno ha il diritto, per qualsiasi motivo, di distruggerle.

(…)Le generazioni attuali non hanno il diritto di distruggere una ricchezza che è stata loro affidata in vista delle generazioni future! Si tratta di beni che derivano dalle generazioni passate e di fronte ai quali le presenti rivestono la figura giuridica degli eredi fiduciari: i destinatari ultimi di questa eredità sono le generazioni successive

(…) Sono venuto per affermare il diritto all'esistenza delle città umane, un diritto di cui siamo titolari, noi della generazione presente, ma del quale sono titolari ancor di più gli uomini delle generazioni future; un diritto il cui valore storico, sociale, politico, cui turale, religioso si fa più grande a misura che si chiarisce, nella meditazione umana attuale, il significato misterioso e profondo delle città.(…)

 

Per il testo completo CLICCA QUI

Per tornare a "Introduzione ai testi 1951-1957" CLICCA QUI