Il lavoro di rappresentante

 

 

Carissimo zio,
sono stato stamane a Siracusa perchè interpretavo il silenzio di Mancarella come tacito consenso. Del resto dopo le vostre assicurazioni (telefoniche) ero certo di trovare Mancarella pronto pei conti. Invece sempre in alto mare! Egli infatti non era disposto e me ne aveva avvertito con cartolina espressa impostata stamattina stessa (14) sul treno delle 8! Gli dissi che avrebbe potuto darmi risposta (alla mia cartolina) con qualche giorno di anticipo. Breve: CONTI: gli ho lasciato il conto provvigioni (anni 1920-21-22-23) fino al 31-12-1923 riservandomi di dargli gli elementi per le provvigioni 1924-1925: gli ho lasciato copia del conto corrente chiuso al 1-1-24 con un saldo di L. 17584,35 al netto di provvigione e esclusa la merce presa da lui personalmente nel 1919. Lo ho, però, pregato di inviarmi a Pozzallo stesso tali conti dopo averne preso debita ed «approfondita» visione. Egli mi ha replicato che «ci deve essere qualche equivoco» ed io gli ho detto che è appunto nel reciproco interesse che bisogna eliminare queste pendenze di vecchia data.
Conclusione: su questo capitolo nessuna: perchè non mi ha detto niente di preciso e non mi ha dato nessun appuntamento entro la settimana. Suppongo, in breve, che egli non abbia pronti elementi e che voglia tutto definire a Messina.
Voi potete fare così: scrivergli un espresso dopodomani (mercoledì) dicendogli che vi ho riferito (su quanto scrivo sotto) ma che è desiderio della ditta di liquidare prontamente e che difficilmente potrà presentarsi nel corso dell' anno altra occasione come questa per fare questi indefinibili conti. Scrivete con tono dolce e con linguaggio esclusivamente contabile e avvertitemi dicendomi come debbo regolarmi.
Ho approfittato della mia presenza a Siracusa per visitare i clienti con cui esistevano le pendenze famose e credo (anzi senza credo) di averle tutte risolute.

OLIVERI. Mi ha dato L. 223 a saldo fattura molte dell'anno scorso! Ho deciso di troncare questa pendenza che Giosuè lasciava sempre in sospeso e sulla quale Mancarella esercitava la sua epistologia. Si trattava di abbuonargli la differenza di dazio di L. 1 a vasetto dovuta alla dizione «marmellate», nel bollettino di svincolo, anzichè «frutta in conserva» come aveva espressamente stabilito con Giosuè. La questione si portava avanti da tanto tempo ed era una delle «cause» che impediva l'accesso alla clientela e per cui Vajano non poté a tempo visitare l'Oliveri. D'altro canto dato l'infortunio Samarani capitato alla Olivieri che ha pagato più di L. 150 di spese per avvocati, ecc. non era più il caso di insistere sulla nostra, ma piuttosto di liquidare e passare ad altri affari.
Gli ho così fatto prendere l cassa marmellate (cilegie, pesche, prugne, fragole, albicocche) e 24/1 Tortorici SOM. Le marmellate franco destino, nuovi prezzi, spedizione (tutto) ottobre.
Non ho lasciato (non avendone) copia commissione epperò gradirei che si scrivesse al cliente confermando l'ordine alle condizioni stabilite (60 giorni tratta).

COZZUBBO CONCETTO. Ha respinto tratta Cognac (L. 230) perchè -mi disse- non deve nulla: gli ho spiegato che si tratta delle 24/2 speditegli con molto anticipo sin da febbraio (rispetto alla fattura) per ragioni contabili e per ragioni di deferenza. Si è convinto e... rimetterà. È però persona sicurissima.
Ha commissionato (a titolo di deferenza) una cassa Marmellate e 24/1 di Marsala SOM. Prezzi nuovi, 60 giorni tratta. Anche per questi confermare l'ordine ripetendo i prezzi e le condizioni. (Marmellate franco destino).
C'è commissione Bitter e Cordiale di Cozzubbo? Se c'è sospendere la spedizione del solo Bitter perchè ho dato disposizione a Mancarella di consegnare a Cozzubbo la damigiana di Bitter che è in deposito presso Firenze. Questo signore -che ho visitato -ripete che il Bitter non fu ordinato e che date le sue nuove condizioni (egli ha ora soltanto ristorante) non potrebbe mai vendere tale prodotto. Per abbreviare ho fatto disporre che la damigiana venga consegnata a Cozzubbo.
Dunque: per Cozzubbo spedire (quando gli spetta) il solo Cordial (12-1 Cordial a L. 28,50).

F.lli SPINORCIA. Ho fatto loro ricordare che c'è ancora una partita di Cognac spedita in gennaio (1925) e non ancora fatturata (12/1,12/2 e un fusto di Cognac). Dopo un po' di sforzi mnemonici il fratello Giovanni si è ricordato un pochino quantunque non ricordasse con precisione il numero delle bottiglie! Comunque resta inteso che si può fare spiccare fattura per tale partita. Però sul fusto bisogna abbuonare loro litri 4 di Cognac. Dicono di avere di ciò parlato già a Giosuè: credo però che questa sia una pietosa bugia.

DANISIO FRANCESCO Qui ho fatto sforzi di persuasività cortese e minacciosa. Questo signore mandò poco tempo addietro L. 210.60 a Stock per una vecchissima pendenza: epperò, dimenticando i 3 protesti avuti per altre nostre partite, credette di avere tutto saldato e asserì questo con dolce candore a Giosuè e a Mancarella. I quali -ambedue- non seppero dire che di saldato non c'era che il Cognac. Dunque dopo due visite e dopo parecchie ore di sosta presso il suo negozio abbiamo potuto (alle 17,30) parlare con questo ingenuo amico. Io lo abbordai senza reticenze dicendogli che per le fatture ancora scoperte e per le quali c'erano 2 protesti la ditta voleva senz'altro passare le pratiche al legale. Il Danisio sulle prime ripeté il ritornello già detto a Giosuè: epperò con un po' di ruvidezza gli dissi che noi avevamo i protesti e il copialettera che documentavano a sufficienza ecc... ecc... Infine abbiamo trovato la fattura incriminata e -stante l'ora tarda- si è rimasto che ci farà (a tramite Mancarella) rimessa di 2 effetti a breve scadenza. Altra soluzione non c'era. Resta però sempre scoperta la fattura dei sifoni che egli è pronto a rispedire -dove li facciamo mandare? A Torino? O vuole vedere il caso personalmente per vedere di collocarli a Siracusa medesima?

B. ...: fiore di mascalzone: vuole la tratta Cora che è dice -prontissimo a pagare dedotta la differenza. Tale tratta la inviai a suo tempo a Giosuè e credo che l'abbia ancora Giosuè nella sua borsa. Comunque mandare a Mancarella la tratta per l'incasso. Mi sono un po' ...accapigliato con questo signore: a proposito del Cora mi disse che il vermouth Cora era una porcheria e allora gli dissi che non capiva perfettamente nulla e che era bene facesse altro mestiere. Lo zoppo (il figlio) si fece di mille colori e alzò la voce: ma poi si calmò. Del resto perduto per perduto è bene perderlo con piacere. Questo eletto mascalzone ha delle bottiglie di Cognac e le vuole cambiate al più presto: anzi condiziona il pagamento del vermouth a questo cambio. Per questo vi prego di rimettere a Mancarella 30-1 Cognac che gli serviranno per il ricambio del Cognac.

CUCCURULLO. Come ricorderete c'è ancora in sospeso una partita Barbieri (sciroppi): glielo ho rammentato e mi ha detto di fargli pervenire l'estratto conto a mezzo Mancarella. Tanto di trovato! !! Pel Marsala si impegna -salvo sempre che la Casa accetti e che non abbia pratiche in corso- di pagare l/a al 15.10 e l/a al 30.10.25.
È un piccolo locale di S. Lucia e paga a 5 o a lO lire al giorno a Mancarella. Accontentiamolo perché non c'è da cavarne nulla con modi diversi.

LIPPARELLO fuori Siracusa.
FIRENZE riferito.
RUSSO Confermai a Mancarella che tutta la questione (troppo esagerata) consisteva in nient'altro che nella spedizione a Messina del fusto.
Dunque non c'è più a Siracusa nessun sospeso e nessun lamento: resta solo la partita Cortese (8 Litri) per la quale ho pensato di soprassedere fino al ritorno di Mandler. Mancarella si è soddisfatto di questa pulizia in realtà pochissimo difficoltosa. Cognac ha preso parecchio piede Sarti e lavorano pure le altre marche concorrenti: noi siamo al margine almeno a giudicare dalle vetrine dei dolcieri e dei bar. Tolto Cozzubbo, un po' Spinoccia, e qualche altro c'è proprio da cantare un inno funebre (per questa città).
Cacao Bersdop in scatole. Zero. Ne ho parlato a Oliveri che ha promesso una commissione per l'inverno: così pel Cordial e pel Tortorici passando da Annino lo abbiamo visitato: ha ancora molto bitter. Vedremo. Epperò ha detto testualmente che il Tortorici è il miglior Marsala e che non lo cambierà mai. Poco male che di tanto in tanto si trova qualche gentiluomo!
Samarani chiusa e sepolta la vertenza con Oliveri, resta quella di Mancarella su questo però non saprei riferirvi.
Mancarella era un po' risentito per la vs. lettera. Egli mi ha detto che un po' le pendenze e le incertezze del lavoro di Siracusa erano dovute alla «fretta» di Giosuè e al criterio di girare gli articoli che è propria di Giosuè.
Gli ho però rimarcate parecchie cose e -anzitutto- la mancanza di energia nel lasciare perdurare certi punti morti: perchè gli ho dimostrato che, poi, la inaccessibilità presso i clienti (Oliveri, Russo, Spinoccia, ecc.) non era che una sovraeccitata fantasia. Però è convinto che ora non c'è più ragione di lamentarsi! Egli verrà con Volci a Messina per delle proposte di vario genere. E allora sarà il caso di definire ogni cosa.
Come vedete le 40 lire di treno non sono state del tutto perdute. Per lo meno... sono compensato dalle 2 casse Marmellate e dalle 2 casse di 24/1 di Marsala!!
Certamente, però, ho messo in chiaro l'affare Danisio che minacciava di complicarsi. Ma i conti? Ecco: se Mancarella non è pronto a farli è inutile parlarne: eppertanto l'espresso vostro deve avere questa mira: fare rispondere tassativamente il signor Mancarella su questo punto. Attendo vostre notizie in proposito.
Lettera Samarani. Benissimo, per bacco! è proprio munita di tutti i sette segni della compiutezza: non solo per la forma alta e, al tempo stesso, aggressiva ma per la soluzione felice del caso Mannino e dell'altro Milanese. Si vede che è stata scritta con formidabile convincimento.
Pierino va bene, vi farà (o meglio farà) le fotografie ai massari.
Io, povero e nudo -come tutti i filosofi. Cioè, mi spiego: la vita del pensiero è il vestigio massimo dell'umana dignità e dell'umana bellezza. Cuore e mente sono finestre aperte sul mondo sovrasensibile, richiami di armonie e introduzione umana nella vita stessa di Dio. Ma quanto distano le nostre più audaci realizzazioni interiori e l'insufficienza della vita quotidiana dalle speranze più eccelse! La vita cristiana è un esercizio perpetuo e un esperimento sempre più approfondito della nostra insufficienza di tutti i tempi. Legami di ogni genere velano di uno spesso velo i raggi della Carità e ostacolano i richiami della Grazia.
Egli è per questo che la nostra povertà non ha confine e la nostra nudità è insostenibile: solo il sorriso di Dio ci fa pensosi di questa mancanza e quindi desiderosi della Sua sublime pienezza.
Ho desiderato con ardore proprio fervido la mia presenza a Roma, assieme alle innumerevoli schiere di fratelli d'ogni nazione lì convenuti per pregare sulle tombe degli Apostoli e presso i luoghi che testimoniarono per primi la Verità al mondo. Roma -questo sogno di tutti gli animi cristiani- mi è apparsa e mi appare più grande ancora di ogni pensiero umano: è il riflesso di una unità celeste, la visione terrena della celeste Gerusalemme.
Voi direte fandonie! ebbene per un animo cristiano vi è in questo la sintesi di ogni bellezza e di ogni verità. E vi giuro che non è proprio semplice partecipare ad una preghiera comune che cinquantamila giovani convenuti da ogni parte del mondo innalzano a Dio in tutte le lingue ma con una unica significazione! La vita cattolica ha tesori che solo le anime credenti possono intendere ed esperimentare e questo delle grazie che questo anno giubilare accresce nei cuori non è tra i tesori meno apprezzabili: è l'unico palpito di fratellanza che veramente solleva tutti i figli sino alla gloria del Padre comune.
Ma voi dite: esteriorità di cui può farsi a meno: ebbene tutto, sulla terra, è accessorio e temporaneo e niente vale innanzi a Dio che non proceda da purezza interiore, da dirittura di intenzione e di volontà. Ogni uomo ha dentro di sé l'universo intiero e può -restando dentro di sé- rendersi degno del più basso inferno come della pace eterna dei cieli. Ma certe azioni dove l'uomo ha per cooperatore Dio stesso procurano un accrescimento insperato nella vita dell' animo. Il Cattolicesimo è per questo l'infallibile depositario della Parola di Dio: non si limita ad una sterile critica dei testi o ad una disattenta e arbitraria interpretazione intellettuale della Carità. È azione, cooperazione fattiva di Dio e dell'uomo: gettar mille ponti che permettono il passaggio della terra a Dio: vuole che ogni uomo esperimenti -sia pure in minima parte- le delizie della santità e inizi l'ascesa della scala mistica che Gesù Cristo pose tra la terra ed il cielo. Ora questi esperimenti sono concreti, richiedono tutto l'uomo, nella sua bellezza interna ed esteriore. La pace che l'animo possiede deve rispandersi sulle cose della terra, per sollevarle, ordinarIe, purificarle. E tutta la sublime sapienza della Chiesa non ha altro fine che questa armonia sempre accresciuta, che questa sempre più perfetta aderenza del mondo interiore ed esteriore. Ci sono molti cattolici che traviano gli insegnamenti della Chiesa? È verissimo: ma i cattolici sono uomini come gli altri e deboli e peccatori come gli altri. Voi direte: ma a chi conti tutto questo? Rispondo: gli avversari bisogna scovarli nel loro cuore e valutare in questa infallibile sede quello che valgono in verità e bellezza e sacrificio il loro pensiero e la loro fede. Nessuno può giudicare solo con un gioco di idee mal messe: l'animo è la rocca imprendibile di ogni grande concezione, specie se divina.
Comprendo che non tutti sono capaci di intendere queste valutazioni: noi possediamo (io almeno) come principio l'aureo detto: «non gettare le pietre preziose innanzi ai cani».
Ma a un animo dove, se non esplicitamente, implicitamente però l'azione di Dio è sostegno e difesa di tutte le avversità, seminagione feconda di pensieri morali e di carità disinteressata, queste comunicazioni intime possono e debbono farsi: perché ci è legge, di penetrare ogni cosa e ogni cuore con generoso desiderio di pace. Mi riservo, se avrò tempo e disposizione, ulteriori chiarimenti.
Per ora abbracci affettuosi ad Alfonsino, ad Adele, alla zia, ai nonni e a voi.

Giorgio.
14-9-1925

 

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