Gorbaciov parla di La Pira

 

 

Mikhail S. Gorbaciov accettò volentieri di scrivere, nel 1978, la prefazione per il libro“Il sentiero di Isaia” .
G. La Pira, Il sentiero di Isaia, Firenze, Cultura 1978.
Seconda edizione 1979; nuova edizione riveduta e dal titolo Il Sentiero di Isaia. Scritti e discorsi 1965-1977, a cura di Gianni Giovannoni e Giorgio Giovannoni, Firenze, Cultura Nuova Editrice 19 (96; nuova edizione interamente riveduta con prefazione di Walter Veltroni, Milano, Edizioni Paoline 2004. )

In essa parla di La Pira come di un uomo che, molto prima di altri, e di molti altri in occidente, ha promosso -ancora prima dello scontro est-ovest- l'affermarsi di nuovi parametri della condizione umana e il nascere di nuovi modi dello sviluppo della società. E' stato lui a prender coscienza e a render consapevoli gli altri della necessità storica di non considerare l'avversario come un nemico da distruggere, ma di avviare l'umanità verso rapporti a "misura d'uomo", chiamando a percorrere lo stesso cammino i popoli della ex Unione Sovietica, dell'Italia e degli altri Paesi occidentali… e ne ricostruisce la figura a partire dagli scritti.
La sua conclusione è la speranza che …la testimonianza di La Pira e il messaggio trasmesso ai credenti attraverso le pagine di questo libro si diffonda sempre più e abbia risonanza sempre più vasta. 
Ci sono stati tempi in cui Giorgio La Pira e la sua azione suscitavano le reazioni più diverse: dalla sorpresa ammirata degli uni all'odio degli altri. E' il destino quasi inevitabile degli uomini che vedono più lontano degli altri, che pensano più profondamente degli altri, che agiscono in maniera inusuale, in modo da sorprendere gli interlocutori.


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