Giovanni Paolo II e La Pira


Giovanni Paolo II ha più volte ricordato La Pira, proponendolo come esempio di laico cristiano impegnato nell’ambito culturale e politico. Lo ha citato in occasione del Giubileo dei Politici e, in occasione di specifiche celebrazioni ha fatto giungere il suo messaggio e la sua benedizione.

In particolare, il 26 aprile 2004, nell’ambito delle celebrazioni del centenario della nascita di La Pira, ha accettato di ospitare in Vaticano la riunione celebrativa che il Consiglio Nazionale dell’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni d’ Italia) ha voluto dedicare a La Pira ed ha concesso una udienza ai partecipanti.

Nel corso dell’udienza il Pontefice ha tenuto una breve allocuzione nella quale ha ricordato tra l’altro che “quella di La Pira fu una straordinaria esperienza di uomo politico e di credente, capace di unire la contemplazione e la preghiera all'attività sociale e amministrativa, con una predilezione per i poveri e i sofferenti.” 

Seguendo l'esempio di Giorgio La Pira –ha esortato il Papa- ponetevi generosamente al servizio delle vostre comunità, con una speciale attenzione alle fasce giovanili, favorendone anche il progresso spirituale. Non mancate di coltivare quei valori umani e cristiani che formano il ricco patrimonio ideale dell'Europa. Esso ha dato vita a una civiltà che nel corso dei secoli ha favorito il sorgere di società autenticamente democratiche. Senza fondamenti etici la democrazia rischia di deteriorarsi nel tempo e persino di scomparire. 
Grazie al contributo di tutti, il sogno di un mondo migliore può divenire realtà. Conceda Iddio all'umanità di vedere realizzata questa profezia di pace! “

 
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