Giampaolo Meucci


Nato a Firenze nel 1919, Meucci si laureò nel 1942 in Giurisprudenza alla Scuola Normale di Pisa con Giovanni Miele. Nello stesso anno entrò in Magistratura; come Pubblico Ministero presso la Corte d’Assise straordinaria si occupò dei processi per crimini di guerra e le epurazioni. Per venti anni è stato presidente del Tribunale per i minorenni della Toscana  ed è in questa veste che viene ricordato come fondatore e innovatore del Diritto minorile in Italia. La sua opera più nota, “I figli non sono nostri” (1974), è considerato una pietra angolare del rinnovamento della civiltà giuridica italiana. 

Fu trai protagonisti del movimento cattolico democratico che da una parte ha dato un contributo importante al superamento degli steccati ideologici creati dalla Guerra fredda e dall’altra ha influito nella messa a fuoco di un concetto di laicità alla quale si ispirano molti cattolici nel loro ruolo di cittadini della Repubblica. 

Il sindaco La Pira in particolare ricorreva a lui per affrontare i gravi problemi sociali del dopoguerra; nel 1952 fu Meucci a suggerire di fronteggiare l’emergenza casa mediante la  requisizione delle case sfitte, utilizzando le normative che regolano le grandi emergenze naturali. 

In quegli anni il magistrato fiorentino si rese conto dell’importanza di contribuire alla formazione dei giovani. Insieme a Mario Gozzini fu l’autore del primo manuale di Educazione civica quando la materia, anche per il suo impegno fu introdotta nei programmi scolastici. Così come partecipò come insegnante all’esperienza della Scuola di Barbiana di don Milani, trasmettendo ai ragazzi le basi dell’essere cittadini consapevoli. Le lettere che gli inviava don Lorenzo sono fra le più importanti per ricostruire l’opera e la personalità del prete di Barbiana.

ian Paolo Meucci concluse la sua carriera di magistrato come Procuratore generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Venezia. Morì a Firenze il 18 marzo 1986.