Dare ordine e finalità all'economia

 

Riportiamo qui alcuni brani di lettere che La Pira scrisse a Don Luigi Sturzo e al Presidente della Confindustria, Angelo Costa, a proposito dell'appoggio dato ai lavoratori in lotta per il salvataggio delle proprie aziende. 


Rev. Don Sturzo,

bisognerebbe che lei facesse l'esperienza - ma quella vera! - che tocca fare al sindaco di una città di 400.000 abitanti, avente la seguente "cartella clinica": 10.000 disoccupati (...): una grande azienda da quattro mesi crollata (Richard Ginori con 950 licenziamenti); non parliamo per fortuna della Pignone; altre aziende con licenziamenti in atto (Manetti e Roberts) o con "tentazioni" di licenziamenti (non faccio nomi per non turbare!). 

(…) Intervento "statalista"? Lo chiami come vuole: le etichette contano poco; intervenire si deve: "intervenire" è la norma unica di tutta la morale cristiana ed umana: scendere da cavallo, prendersi cura del ferito - anche se nemico - e, se necessario, pagarne anche le spese. 

E allora: cosa si aspetta - senza, per questo, "statalizzarla" - a dare ordine, regola e finalità a tutta l'economia italiana, orientandola verso quella "stabilità" che costituisce il traguardo ormai raggiunto da tutte le economie sane? Cosa si aspetta a creare gli strumenti adatti per un'economia capace di affrontare la congiuntura e di operare il pieno impiego?

(Giorgio La Pira a Luigi Sturzo, 20/05/1954)

 


…l'economia con tutte le sue strutture tecniche e finanziarie, è un mezzo e non un fine: il fine è assicurare agli uomini - valore della persona! - un lavoro, una dignità, un pane!

(Giorgio La Pira a Angelo Costa, 23/11/1953)

 


…Lei lo sa, tutto si ricapitola in Cristo: anche l'economia! Anzi, tanto più l'economia che è inserita - attraverso la domanda del pane quotidiano - è nell'intimità stessa della paternità divina!

(Giorgio La Pira a Angelo Costa, 30/04/1954)