Colloqui mediterranei

 

Già a partire dai primi anni ’50 Giorgio La Pira intuì il valore ed il ruolo geopolitico dello “spazio mediterraneo” come punto nevralgico della pace mondiale.
A partire da questa intuizione, La Pira intrattene una fitta rete di contatti fino a giungere, nel 1958, a varare l'idea dei Colloqui Mediterranei. Essi ebbero come punto unificante e come finalità il dialogo fra le tre famiglie religiose (ebrei, cristiani musulmani) visto come essenziale contributo alla pace mondiale; essi allargarono successivamente gli orizzonti all’Africa sub-sahariana, attraendo i paesi che durante gli anni ’60 si liberavano dal colonialismo.

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Il Primo Colloquio Mediterraneo si svolse nell’ottobre 1958, vi parteciparono, fra gli altri, francesi, algerini e tunisini; fondamentali i contatti informali che si ebbero tra le parti in conflitto.

Il Secondo Colloquio Mediterraneo si svolse nell’ottobre del 1960 ed ebbe come tema “Il Mediterraneo ed il suo avvenire”; al centro la questione arabo-israeliana.
Il Terzo Colloquio del maggio 1961, sul tema “L’idea del Mediterraneo e l’Africa Nera”, si concentrò sul ruolo che nel quadro mediterraneo avrebbero dovuto giocare i popoli dell’Africa sub-sahariana.
Il Quarto Colloquio, nel giugno 1964, sul tema “Unità e uguaglianza della famiglia umana”, si occupò dei popoli ancora oppressi dal regime coloniale (in particolare l’Angola ed il Mozambico) o dal sistema razziale (Africa del Sud).
Nel discorso conclusivo, La Pira annunciò un Quinto Colloquio sul conflitto arabo-israeliano; ci fu una Tavola Rotonda preparatoria nel 1965 ma poi sopraggiunse la crisi dell’amministrazione comunale di Firenze che si risolse con l’elezione di un nuovo sindaco.
La presidenza onoraria dei Colloqui fu assunta, fino dal 1958, dal principe ereditario del Marocco; tra le personalità che parteciparono alle varie edizioni si possono ricordare Martin Buber, Taha Hussein, Jean Amrouche, e il presidente senegalese Senghor.

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